emilia romagna vene
Dott.ssa Elena Righi
Dott.ssa
Elena Righi

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righi@emiliaromagnavene.it

membro del
Team Brain Flow
guidato dal dott. Lupattelli



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COSA SONO LE VENE VARICOSE ?
Le vene varicose o varici sono vene dilatate e tortuose che interessano gli arti inferiori. Sono una condizione molto comune e colpiscono circa il 25 per cento delle donne e circa il 15 per cento degli uomini. Le vene varicose causano alcuni sintomi, quali dolore, sensazione di pesantezza, bruciore, pulsazioni, crampi muscolari, gonfiore alle gambe, prurito, fino allo sviluppo delle ulcere venose. I fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare vene varicose sono:
- Restare in piedi per lunghi periodi di tempo, in quanto i muscoli non si contraggono e non spingono il sangue al cuore.
- Obesità perché il peso in eccesso crea maggiore pressione sulle vene.

- Età perché l'usura delle valvole che si trovano all’interno delle vene fa sì che non funzionare correttamente.

- Il sesso, infatti le donne hanno una maggiore probabilità rispetto agli uomini di sviluppare vene varicose. Questo è dovuto ai cambiamenti ormonali durante la gravidanza o la menopausa. E’ stato scoperto che gli ormoni femminili possono dilatare le pareti venose. Inoltre l'uso della terapia ormonale sostitutiva o della pillola anticoncezionale può aumentare il rischio di vene varicose o trombosi venose.

- L’ ereditarietà gioca un ruolo importante.


COME FUNZIONA LA CIRCOLAZIONE VENOSA?
La funzione delle vene è quella di riportare il sangue al cuore. Quando siamo in piedi le vene delle gambe lavorano contro la forza di gravità e quindi il ritorno venoso al cuore dipende in gran parte dalla contrazione dei muscoli del polpaccio e della coscia. Perciò camminare aiuta la circolazione perchè si mettono in azione i muscoli degli arti inferiori, ma solo se le vene sono sane. Lo scopo delle valvole che si trovano all’interno delle vene negli arti inferiori è quello di impedire la caduta all’indietro per gravità del sangue verso le caviglie. La maggior parte della normale circolazione avviene attraverso le vene profonde. Le due grandi vene superficiali collegate alle vene profonde sono la vena grande safena che decorre dal piede all’inguine dove si “butta” nella vena profonda e la vena piccola safena che decorre dal piede alla parte posteriore del ginocchio, dove si butta nella vena profonda. Altri collegamenti tra le vene superficiali e quelle profonde avvengono attraverso delle vene di comunicazione dette perforanti.


COME SI FORMANO LE VENE VARICOSE?

Quando le vene si indeboliscono e si dilatano le valvole perdono la loro funzione di meccanismo anti-reflusso, cioè non trattengono più il sangue che torna indietro lungo la gamba, invece di andare verso il cuore. L’elevata pressione all'interno delle vene le induce a dilatarsi ulteriormente. Fortunatamente, il processo di solito colpisce vene superficiali.


PERCHE’ VENGONO LE VENE VARICOSE DURANTE LA GRAVIDANZA?

Le donne durante la gravidanza si lamentano spesso di sviluppare vene varicose. Infatti in gravidanza aumenta il volume di sangue nel corpo della donna, tuttavia, diminuisce il flusso di sangue dalle gambe al bacino. Questo cambiamento circolatorio è progettato per supportare la crescita del bambino, ma può produrre come effetto collaterale la dilatazione delle vene delle gambe. Durante la gravidanza le vene varicose possono o comparire per la prima volta o peggiorare se già esistenti perché l'utero esercita una maggiore pressione sulle vene delle gambe.



Quali benefici si possono ottenere con il trattamento LASER o RADIOFREQUENZA?
Le ragioni per cui i pazienti scelgono questo tipo di trattamento sono: - Una ridotta possibilità di sviluppare ulcere - Un significativo sollievo dal disagio provocato dalle vene varicose: come il dolore, la pesantezza, l’edema (gonfiore). - La circolazione del sangue più efficiente - Un netto miglioramento dell’estetica degli arti inferiori - Un trattamento semplice e veloce, mini-invasivo


Com’è il recupero come dopo l’intervento LASER o RADIOFREQUENZA?
La procedura non lascia cicatrici e sia il laser che la radiofrequenza di ultima generazione non producono dolore post-operatorio. Il tempo di recupero è rapido e dà un sollievo quasi immediato dai sintomi. Dopo la procedura è consigliato ai pazienti di camminare e riprendere le loro normali attività. Ad una settimana dal trattamento il paziente verrà sottoposto ad una visita di controllo ed eco-color-Doppler. In alcuni casi, il medico può raccomandare la scleroterapia dopo l’intervento, per completare la procedura terapeutica anche al di sotto del ginocchio e per migliorarne l’estetica.


Quali sono i rischi associati al LASER o RADIOFREQUENZA?
Come con qualsiasi procedura medica, ci sono complicazioni potenziali. Queste complicazioni sono molto rare:
Lieve intorpidimento intorno alla zona della coscia
Una sensazione di strappo che può durare una settimana
Flebite (l’arrossamento nell’area trattata è abbastanza comune, ma è di lieve entità e facilmente controllabile con farmaci antidolorifici. Nella maggior parte dei casi la flebite si risolve in 3-7 giorni.
Trombosi venosa profonda. Si tratta di una complicanza rarissama dopo questi interventi. Il modo migliore per prevenire questa complicanza rara è quello di indossare la calza di elastica e camminare subito dopo l’intervento.
Infezione in un sito di incisione è un eventualità rarissima che si risolve da sola
Lividi possono essere comuni dopo l'intervento, ma generalmente si risolvono in una settimana.
Altre complicazioni possono implicare una scarsa curva di apprendimento da parte del medico che esegue il trattamento, quindi possono essere evitate scegliendo un medico esperto.